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L’economia secondo “Susanna”

L’assurdità del sistema in un libro per ragazzi

di Claudia Fanti

Una «danza di vampiri», dove gli esseri umani «si succhiano il sangue tra loro e, alla fine, distruggono la propria specie»: così appare il mondo dell’economia alla protagonista del libro Susanna e il mondo del denaro (ed. autorinediti, pp. 111, 12€), scritto dall’economista olandese Wim Dierckxsens (coordinatore delle ricerche sulle alternative al neoliberalismo per il Forum Mondiale delle Alternative e ricercatore del Dipartimento Ecumenico di Ricerche, Dei, in Costa Rica) e tradotto oggi in italiano per iniziativa dell’Associazione Sulla Strada, impegnata in Guatemala in progetti integrali di scuola, salute, arte e lavoro, di cultura e spiritualità maya e cristiana (tutti i proventi della vendita del libro, che può essere richiesto all’indirizzo info@sullastradaonlus.com, saranno convogliati verso i progetti dell’associazione a favore dei bambini indigeni costretti a lavorare in condizioni disumane nelle fabbriche di fuochi d’artificio). Un libro di economia per ragazzi dagli 11 ai 14 anni, che, come scrive nella Presentazione il fondatore dell’Associazione Sulla Strada Carlo Sansonetti, analizza la situazione socioeconomica mondiale a partire «non dal centro del sistema, ma dalla sua periferia», attraverso gli occhi di Susanna, una bambina del Costa Rica che frequenta l’ultimo anno delle elementari, impegnata in un processo di scoperta e di maturazione sotto la guida del nonno economista, un percorso che la vede, come ha evidenziato Wim Dierckxsens durante l’incontro di presentazione del libro, svoltosi il 23 novembre, presso la Comunità di San Paolo, sempre come soggetto di cambiamento e mai come oggetto dell’educazione. È la scoperta, in primo luogo, della logica anti-vita del modello economico imperante, un «mondo al rovescio» di cui Susanna coglie progressivamente tutta la portata di assurdità, ingiustizia e distruttività: «Non si rendono conto – riflette la bambina all’inizio del suo percorso – che hanno costruito un inferno sulla Terra? Si sono dimenticati di quando erano bambini? Con quale diritto ci dicono che come bambini e bambine dobbiamo prepararci per essere buoni adulti? Dobbiamo dunque prepararci per questo inferno sulla terra? Non siamo noi forse più capaci di loro di essere felici nella vita?». Per quanto, ammette Susanna senza alcuna ipocrisia, neppure il mondo dei bambini sia del tutto immune dall’ansia di possedere sempre più cose: «Il virus del mondo alla rovescia, senza dubbio, ci attacca sin da piccoli», riconosce. Nello scambio epistolare con il nonno, Susanna comprende allora che ci sono due modi di vedere il mondo, «al dritto e al rovescio», e che è questo secondo modo a prevalere tra gli economisti, i quali – le spiega il nonno – «non vedono l’economia nella sua totalità», contabilizzando per esempio le entrate dei pompieri che spengono un incendio in un bosco, ma senza considerare come perdita economica i danni prodotti da quell’incendio: «Per loro, il bosco, e a maggior ragione gli uccellini, le farfalle e altri animaletti che muoiono nell’incendio, non valgono soldi. Non sono ricchezza, dato che un uccellino nel bosco, per esempio, non ha prezzo». E, via via, apprende – e i lettori, non solo bambini, insieme a lei – i perversi meccanismi che regolano il mondo del denaro, dalle origini del debito alle bolle speculative, dall’apertura indiscriminata dei mercati alla delocalizzazione, dalla discriminazione di genere allo sfruttamento degli immigrati. Prendendo atto, così, dell’insostenibilità sociale e ambientale di un modello destinato in ogni caso a crollare su stesso, come indica nel modo più significativo l’attuale crisi finanziaria globale, ma anche assumendo la consapevolezza delle possibilità reali di «raddrizzare» il mondo: «Senza dubbio – conclude una Susanna ormai giunta alle superiori e decisa a seguire le orme del nonno economista – un mondo nuovo, diverso, si potrebbe raggiungere! Le speranze non sono perse».

È, in effetti, «un libro di speranza», come ha sottolineato Carlo Sansonetti durante l’incontro di presentazione e come pure hanno colto i bambini e le bambine della quinta elementare di una scuola in Costa Rica, con i quali il racconto è stato letto e discusso: «Questa bambina – sottolinea uno di loro, Ronny Castillo González – ci dà una bella lezione. Non dobbiamo prendere le cose alla leggera, dobbiamo mettere gli interessi sociali al di sopra di quelli individuali. Dobbiamo smettere di essere dei “vampiri”, come lei dice, e diventare persone che consumano solamente quello di cui hanno bisogno». «Penso che questo libro – aggiunge Mariamalia Blanco, di 10 anni – ci insegni pure che gli adulti, anche se sono già grandi, dovrebbero imparare a riflettere come i bambini».

Ed è stato l’autore a raccontare, durante l’incontro, le reazioni vivaci dei bambini sulla questione dell’esistenza reale o meno di Susanna: «Susi esiste», ha affermato con forza un bambino: «Fuori sono un maschio, dentro sono lei».



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