Tripoli-Adista. Un muro anti-migranti. Correrà lungo i confini sahariani della Libia, per bloccare il flusso di migranti proveniente da Ciad, Niger e Sudan. È il “muro elettronico” da 300 milioni di euro - finanziato al 50% dai contribuenti italiani e per il restante 50% dall’Unione Europea - di cui si è aggiudicata l’appalto la Selex sistemi integrati, azienda di Finmeccanica, controllata dal Ministero dell’Economia. La “sicurezza” dei confini libici sarà dunque affidata a sensori elettronici di fabbricazione italiana. Un progetto che trae le sue origini dal Trattato di Amicizia italo-libico (firmato da Berlusconi e Gheddafi il 30 agosto 2008), che subordina infatti l’impegno della Libia nell’ostacolare il flusso di migranti al finanziamento da parte dell’Italia del muro in questione.
Roma-Adista. Anche noi... siamo Chiesa. Si è costituito il gruppo romano di “Noi Siamo Chiesa”. Chiunque voglia aderire o avere maggiori informazioni in merito può mettersi in contatto con la coordinatrice, Stefania Salomone, scrivendo all’indirizzo e-mail: stefrissina@yahoo.it.
Roma-Adista. Il fatto non costituisce reato. Con queste motivazioni, il Tribunale di Roma ha assolto dall’accusa di danneggiamento, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, mons. Cesare Burgazzi, 51enne minutante della Segreteria di Stato. Il presbitero, che era stato fermato nel maggio del 2006 nei pressi di Valle Giulia, a Roma, da alcuni poliziotti in borghese che stavano effettuando un controllo contro la prostituzione minorile, aveva reagito ed era scappato speronando alcune auto delle forze dell’ordine. Tre agenti, quella sera, dovettero ricorrere alle cure mediche. Il prete si giustificò sostenendo di aver avuto paura di essere rapinato. “È una sentenza che ci aspettavamo ma che non condividiamo, perché fa passare un messaggio sbagliato, cioè che non fermarsi ad un controllo della polizia non costituisce reato”, ha commentato all’agenzia di stampa Reuters uno degli avvocati dei poliziotti.
Bologna-Adista. Normalizzazione a Bologna. È sempre più difficile a Bologna assistere ad una messa in cui l’ostia consacrata sia consegnata dal presbitero nelle mani dei fedeli invece che direttamente in bocca. Ha trovato quindi piena applicazione il decreto voluto dall’arcivescovo della città felsinea, il card. Carlo Caffarra, nell’aprile scorso allo scopo ufficiale di arginare i “ripetuti casi di profanazione dell’Eucarestia”. “Sarebbe auspicabile - ha commentato in merito Giancarla Codrignani - che fossero superabili preoccupazioni che, quand’anche non infondate, non possono intaccare la santità del sacramento e, soprattutto comportano la riduzione del fedele a un piccolo subalterno”.